vintage3.jpgEstate Romana: la ricaduta sul territorio
È finita già da un po’ ma i suoi effetti si protraggono tuttora. L’Estate Romana, grande manifestazione che si svolge ogni anno nella Capitale, lascia le sue macerie a deturpare l’ambiente del Parco di Centocelle.
Non è bastato un bilancio complessivamente fallimentare per sancirne la vuotezza culturale e l’assenza di visione di prospettiva. Lo stato di abbandono che domina nell’area verde che costeggia la Casilina sembra il sugello finale, posto in bella mostra, per una delle tante mortificanti iniziative che sono andate in scena.
La mondezza che giace indisturbata su quei prati, è lo stesso pattume intellettuale che alimenta le scelte dell’Amministrazione romana da oltre un decennio. È il simbolo della de-generazione che quasi ogni evento proposto a Roma porta con sé e accresce. E-vento, dove quella “e” risulta solo privativa rispetto al vento buono che dovrebbe alimentare l’intervento culturale.

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la_notte_bianca_2004_large.jpgPiovono eventi
Da un anno mi sento chiedere: “Qual è l’evento che stai proponendo?”.
Ah…l’evento. Roma è morta di eventi, di piccoli e grandi eventi. Mi vergognerei a proporne un altro. L’ennesimo inutile appuntamento fine a se stesso.
Rassegne, festival (tantissimi festival) e sagre. “’A Festa der Cinema’A Notte Bbbianca’A Festa de la Musica. Si fa una festa quando si festeggia qualcosa, ma a Roma, in un’eccellenza tra le città del mondo, cos’altro dovremmo celebrare se non il degrado e la degenerazione?
Spuntano fuori bandi per eventi. L’ultimo è stato protocollato e pubblicato dal Comune in data 15 settembre. La scadenza è per il 3 ottobre. Gli “eventi” inizieranno a novembre. 18 giorni (diciotto giorni) per partorire un progetto culturale per Roma, 4 milioni di abitanti, centrale artistica e culturale senza pari nel mondo. 18 giorni per presentare idee capaci di arginare il dissesto e la disperazione romana.
Che paroloni, “dissesto” e “disperazione” accostati alla capitale d’Italia. Che esagerazione. Che pessimismo. Sarò mica tra i gufi nazionali?

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conte_puma_tavecchio.pngMai nessuno mai
Il Conte, il Puma e il finanziamento privato
Ipotesi 1: Conte è il migliore degli allenatori possibili e per ingaggiarlo si è dovuto ricorrere al sostegno dello sponsor privato (Puma).
Ipotesi 2: Conte è un bidone come allenatore e come immagine ma dato che c’era lo sponsor privato (sempre Puma) che pagava lo abbiamo preso.
Ipotesi 3: a noi di Conte non ce ne frega niente.
Però lo spunto che ci offre il suo ingaggio miliardario in compartecipazione ci aiuta a ragionare su una questione che riguarda anche la nostra politica.
I tifosi a favore della fine del finanziamento pubblico ai partiti hanno spinto affinché venisse determinato un nuovo modello di approvvigionamento finanziario e altra strada non c’era se non quella del finanziamento “privato”.
Alcune chiavi di lettura ce le offre l’allenatore miliardario quando precisa, con zelo maniacale, che nessuno mai potrà influenzare le sue scelte.

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caracalla-boheme.jpgGli autogol d’autore
Su questo sito è stata più volte manifestata la perplessità sull’equazione: più soldi = più cultura. In un sistema confuso e ormai fallito è inutile immettere somme anche consistenti. Evaporerebbero lasciando solo qualche traccia nebulosa a vantaggio delle solite entità.
La recente legge sulla tassazione dei digital device, pur proponendo una soluzione invocata da più parti,  non sembra procedere verso quella pacificazione tra popolazione allo stremo economico e categoria degli autori che comunemente viene assorbita nell’ambito più generale dello spettacolo e simili. Se infatti introduce una regolamentazione indispensabile a favore del diritto d’autore non si preoccupa di affiancare all’appesantimento fiscale nessuna norma che stimoli il consumo culturale, in particolare quello che si svolge sul territorio.

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giornata_autismo2.jpgGiornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo
Il 2 Aprile è stata sancita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2007 quale Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.
In questa giornata vengono organizzati in tutto il mondo eventi dedicati. Convegni, Cerimonie, Concerti, Festival del Cinema e, comune a tutti, l’illuminazione di blu dei principali monumenti delle città del mondo. “Light it up Blue”.
I disturbi dello spettro autistico hanno una frequenza dell’ 1% della popolazione mondiale. In Italia ci sono circa mezzo milione di persone che ne sono affette. Mezzo milione di famiglie che hanno bisogno di aiuto.
Il Convegno Nazionale, realizzato con l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha l’obiettivo di ridurre lo stato di isolamento dalla società delle persone affette da questi disturbi e sarà dedicata a tre argomenti: Letteratura, Cinema, Sport.
A Roma saranno illuminate di blu la facciata di Palazzo Montecitorio e l’Obelisco di Piazza del Popolo.

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"Solo qui veramente felice", esplorazione urbana e conversazione nomade sulle letterature di viaggio a Roma
Ribattiamo la notizia che riguarda il radio-walkshow che si svolge nell’ambito del FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO il 24 settembre alle ore 18 (e non alle ore 19 come è apparsa in qualche email, scusaci). Si tratta di “Qui solamente felice”, un’esplorazione urbana e conversazione nomade sulle letterature di viaggio a Roma. Partenza dal Cimitero Acattolico (Via Caio Cestio 6). Un’epigrafe marmorea presso Via del Mascherone ci evoca quell’emozione profonda di Wilhelm Waiblinger, giovane scrittore tedesco innamorato di Roma. Recita “Qui solamente felice”, un valore esclusivo per una città scelta come approdo di un viaggio che s’è concluso troppo presto. Morì a 25 anni e le sue spoglie risiedono nel cimitero acattolico, nei pressi della Piramide Cestia. Cogliamo l’occasione per dirti che se vuoi visitare con calma quel bellissimo cimitero arriva un po’ prima…Saremo veloci…”festina lente” (affrettati lentamente) è il nostro motto e poi dobbiamo arrivare fin verso Via della Scrofa (dove ci aspettano all’Istituto Dante Alighieri a Piazza di Firenze). Per essere sicuro di avere una radio-ricevente (se li hai porta i tuoi auricolari) scrivici a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

E a questo punto ribattiamo anche le altre news visto che le abbiamo aggiornate!

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logo_pr.jpgPerforming Roma non è e non vuole diventare un’associazione né tantomeno un cartello di associazioni. È un’iniziativa di Rete alla quale possono partecipare tutte le associazioni che ne condividono lo spirito e i valori.
Esso è una proposta innovativa fondata sulla cooperazione tra le realtà già presenti e indirizzata a svolgere un grande lavoro di integrazione, connessione e intervento sociale nel territorio.
Il percorso culturale collettivamente elaborato comprende oggi 85 associazioni che operano nella cultura e nella socialità.
Performing Roma deve essere un percorso capace di fare sistema con la Città.
Sono state coinvolte e rese protagoniste del progetto alcune componenti attive nel mondo della disabilità, perché qualsiasi iniziativa culturale non può e non deve tollerare alcun tipo di esclusione o di limitazione. Ne risulterebbe alterato il senso primo della cultura stessa.

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800px-Wright_-_Centocelle_1909-300x161.jPerforming Roma
L’iniziativa culturale per l’innovazione sociale.
Per smuovere Roma.

Sabato 26 luglio alle ore 19, a RomaVintage, nell’area incontri dell’Assessorato alle Periferie curato da Cantieri Rubattino, si parte per un percorso di pensiero-azione sull’iniziativa culturale per l’innovazione sociale. Si parte con una passeggiata, per metterci in cammino e condividere alcune linee d’intervento per la prossima Ottobrata Romana. Il format è quello dei radio-walkshow per fare un brainstorming nomade nel Parco di Centocelle, il primo aeroporto italiano, dove nel 1909, uno dei fratelli  Wright, Wilbur decollò con uno dei primi velivoli a motore (vedi nella foto il momento del decollo).

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schermo_filmstudio1.jpgIeri sera, alla proiezione di Freddy Hotel, sono intervenute quasi 150 persone.
È stata allestita in tutta fretta una seconda proiezione per consentire a tutti (o quasi, perché giustamente alcuni dovevano tornare a casa) di assistere alla proiezione.
Non si tratta di un successo da postare su Internet – se non nell’ottica dell’informazione e della condivisione - ma di un’esperienza che conferma che sono possibili altre strade.
Il primo grazie per aver reso possibile l’esito di questa serata deve essere indirizzato al Filmstudio e quindi a Delia Peres e Armando Leone che gestiscono questo spazio storico con un’onestà intellettuale fuori dal comune.
Il secondo ringraziamento va sicuramente a Freddy Hotel, il film di Max Amato che ha richiamato un pubblico così numeroso.
La terza citazione è rivolta allo stesso Max Amato e a coloro che hanno lavorato in questo film perché, grazie alla loro passione, hanno trasmesso a tutti coloro che sono stati invitati alla proiezione la voglia di partecipare a una serata che ha proposto un’opera d’autore e un cinema di ricerca.

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