Assalto alla battigia

bagnantiQuesti quattro mesi di campagna elettorale e di lavoro politico hanno confermato che il dissesto intellettuale è profondo, maturato progressivamente nel corso di un ventennio devastante che ha disarticolato le coscienze e la capacità di iniziativa.
La maggior parte degli operatori hanno cominciato la loro attività proprio in questi ultimi 20 anni e non hanno quindi conosciuto altri modelli se non quelli dettati e derivanti da un sistema verticale, clientelare e cooptativo.
In questo panorama diventa assai arduo elaborare una proposta alternativa ed è ancora più complesso affermare principi e pratiche in grado di operare fratture e cambiamenti.
Il sistema è stato assimilato da una stragrande maggioranza di individui che si muove in un mondo di scatole vuote e di riferimenti basati su gerarchie autoreferenziali, interconnesse tra loro in una dimensione autocratica e consensuale.
Nulla sfugge al rapporto con il potere costituito. Coloro che si collocano al di fuori degli assetti convenzionali, lavorano in realtà nella sola direzione dell’accreditamento per avere accesso a quello stesso sistema che, solo in un ambito retorico, hanno apparentemente contestato. I pochi che tentano di creare contraddizioni autentiche e costruttive vengono isolati, silenziati e neutralizzati.
La giustificazione e l’impulso che determina questo allineamento è molto semplicemente “il tengo famiglia”, la necessità di portare a casa gli euro necessari per campare. È un’adesione subalterna e succube che alimenta il circolo vizioso e corruttivo di cui evidentemente il sistema non riesce a fare a meno da decenni.
Abbiamo introiettato il marcio e lo abbiamo reso paradigma sociale, culturale e politico. Tutto si svolge all’interno di un minuetto in cui alla rappresentazione della politica si avvicenda la rappresentazione della cultura e così via, una giostra, appunto, di “rappresentazioni” concentrate sul presente e sui posizionamenti strategici.
È lo stesso lessico utilizzato in questi 20 anni che testimonia la continuità sconcertante tra forze che si dichiarano contrapposte. Frasi, suggestioni e formule elementari che seguono una stessa traccia e sfruttano le stesse pulsioni per arrivare al solo traguardo del consenso.
Il consenso in quanto unico obiettivo genera unicamente potere per il potere e sudditanze che gradualmente si modificano a seconda della prossimità col potere stesso.
E producono conflittualità e violenza in aree sociali sempre più ampie e generalizzate.
Ogni volta si svolge l’assalto alla Bastiglia con ritualità sempre uguali i cui esiti non possono che essere omogenei al passato.
In realtà si tratta di un arrembaggio alla battigia per prendere “i meglio posti” su una spiaggia rozza ma conforme.

SteP
23 giugno 2016

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