Archivi categoria: Editoriali

Assalto alla battigia

bagnantiQuesti quattro mesi di campagna elettorale e di lavoro politico hanno confermato che il dissesto intellettuale è profondo, maturato progressivamente nel corso di un ventennio devastante che ha disarticolato le coscienze e la capacità di iniziativa.
La maggior parte degli operatori hanno cominciato la loro attività proprio in questi ultimi 20 anni e non hanno quindi conosciuto altri modelli se non quelli dettati e derivanti da un sistema verticale, clientelare e cooptativo.
In questo panorama diventa assai arduo elaborare una proposta alternativa ed è ancora più complesso affermare principi e pratiche in grado di operare fratture e cambiamenti.
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Tra 150 metri metri gira a…boh

navigatore_romaIl lavoro politico che ho svolto in questi mesi, e lascio correre gli anni precedenti, è stato ispirato dalla consapevolezza che si stava per aprire un quadro totalmente nuovo, disarticolato e privo di riferimenti affidabili per affrontare una realtà sempre più contorta e problematica.
Non a caso ho evitato la sovrapposizione con la politica nei termini tradizionali. Non a caso ho cercato di tenermi a distanza, anche sul piano dialettico, dalle ritualità consuete.
Ho utilizzato l’immagine del silenzio della politica, tutta, sulle tematiche culturali per denunciare in verità un silenzio più preoccupante che riguardava una visione complessiva su Roma.
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Ovviamente Roma

2289594084_8645733978Tanti anni fa, in Italia, esisteva un mondo capace di esprimere le passioni più intense e di godere del seguito più devoto e costante. Un universo in grado di catalizzare le energie più vigorose e le appartenenze più inossidabili. Centinaia di migliaia di sostenitori che alimentavano un’industria prospera ed esuberante. Un’enorme ricchezza per il Paese.
Era uno smisurato ambiente che scommetteva sui giovani talenti e promuoveva i vivai per far crescere i futuri protagonisti di uno spettacolo immensamente coinvolgente.
Un settore che dava lustro a prestigio all’Italia in campo internazionale per i continui successi ottenuti in ogni ambito cella competizione. Facevamo scuola ed eravamo riconosciuti in quanto maestri.
Questa galassia splendente si chiama Calcio e non era minimamente pensabile che un asset di tali dimensioni potesse essere messo in discussione. In quanto dogma ed essenza emozionale, culturale ed economica di assoluta importanza, nessuno avrebbe mai ipotizzato il crollo di questa roccaforte dell’identità nazionale.
Impossibile prevederne il collasso, eppure siamo riusciti anche in questo.
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Cultura a Roma: un silenzio troppo lungo

ConsequenzeIl silenzio romano, pesante e prolungato sui temi che riguardano le politiche per la cultura, arriva da lontano. È l’inerzia prodotta da quel periodo sciagurato in cui l’offerta divenne verticale modificando i rapporti che determinavano la partecipazione di cittadini e territorio.
Le sale bingo ingoiavano i cinema di quartiere e gli eventi si impossessavano della programmazione che divenne sempre più subalterna, autoreferenziale e utilitaristica. Bandiere da consenso che sempre più si allontanavano da ciò che invece deve essere garantito da un percorso culturale collettivo soprattutto in una grande città come Roma.
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L’ultima beffa della Marinelli

commiato-marinelliA conclusione del mandato mi premere trasmettervi i miei saluti e i miei personali ringraziamenti. Benché i processi di cambiamento e rinnovamento che con impegno stiamo portando avanti siano stati interrotti prematuramente, possiamo comunque valutare con soddisfazione il lavoro svolto fino a oggi. Rimango convinta, e le azioni che ci hanno visto coinvolti in prima persona ce ne danno conferma, che il decentramento sia il naturale evolversi della vita politica di questa città, così come il dialogo stretto e continuo fra l’Amministrazione Capitolina e i Municipi.
Da ciò nasce il rammarico di non aver avuto l’opportunità di proseguire un lavoro che sono consapevole avesse l’esigenza di essere intensificato e rafforzato. Questi mesi di comune lavoro mi hanno dato la possibilità di apprezzare la passione, la competenza, la determinazione di ognuno di voi, nonché la conoscenza che avete dei bisogni e delle peculiarità dei singoli territori da cui è necessario partire per assicurare alla città nel suo insieme un futuro coeso e di sviluppo.
Con stima e affetto vanno a tutti voi i miei più cari saluti
Giovanna Marinelli

Questo il testo di commiato rivolto ai Municipi romani dalla ex Assessora Marinelli, che il 23 ottobre, data della missiva, aveva già previsto la prematura interruzione del suo mandato. Sarebbe stato utile alla Città che una previsione altrettanto lungimirante l’avesse prodotta sul sistematico fallimento di ogni iniziativa legata alla sua gestione, priva di una visione coerente delle priorità culturali a Roma e caratterizzata dalla totale assenza di un progetto efficace e incisivo.
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