Venerdì 8 aprile si è svolto presso l’Assessorato per le politiche culturali della Regione Lazio un importante incontro di approfondimento sulla Proposta di Legge presentata recentemente formulata dall’attuale amministrazione.
Di fronte ai funzionari e ai dirigenti dell’assessorato, Stefano Pierpaoli, in rappresentanza di Artisti Indipendenti 2010 nonché di una parte del mondo associativo, ha sottolineato alcune criticità del documento, manifestando una forte preoccupazione per alcuni aspetti di un impianto legislativo che determinerebbe nuovi squilibri tra gli operatori del settore e che non offre garanzie di trasparenza e razionalità nell’uso delle risorse pubbliche destinate.
Nel lungo e a tratti travagliato confronto sono stati evidenziati in particolare 4 elementi che consideriamo degni di maggiore attenzione se non addirittura di ripensamento.
La nomina dell'ente esclusivamente da parte della presidenza rispetto alla quale è stata avanzata la ferma richiesta affinchè essa sia espressione invece del Consiglio regionale. Questo perché ci risulta inaccettabile che un ente che deve svolgere un compito così autorevole sia emanazione diretta del solo e ristretto organismo dirigente costituito dal vertice amministrativo del Lazio
Le finalità della legge con particolare riferimento alla formazione. Queste appaiono infatti ancora troppo vaghe e fumose. Uno dei principi sul quale è stato da noi posto maggiormente l’accento è quello dell’investimento sulla formazione per produrre talento e professionalità.
la definizione di produzione/cinema indipendente. Occorre infatti stabilire con attenzione chi sono i soggetti che rientrano in questa categoria per evitare pericolose sovrapposizioni che continuerebbero ad alimentare posizioni di privilegio per talune entità notoriamente dominanti, a scapito delle piccole produzioni e delle nuove realtà professionali e artistiche che legittimamente ambiscono a lavorare e crescere.
la composizione del tavolo/commissione di controllo. Su questo punto è stata espressa la ferma volontà di comporre una consulta (termine che usiamo qui per esigenza di sintesi) che sia rappresentativa di tutti i soggetti del cinema e dell’audiovisivo e che non diventi l’ennesimo strumento di facciata al servizio dei gruppi dominanti in una contrattazione equivoca ed esposta alla sperequazione e al condizionamento da parte delle caste privilegiate.
A seguito dell’acceso confronto determinatosi nella discussione, è stata manifestata da parte dell’amministrazione una disponibilità a rivedere la formulazione di questi punti da noi definiti critici o inaccettabili. Un’apertura rispetto alla quale stiamo elaborando un nuovo documento di proposta che verrà presentato nei prossimi giorni e sul quale vigileremo perché non vengano disattese le nostre richieste.
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