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Se il buongiorno si vede dal mattino Incassi d'esordio ai minimi per i cinepanettoni di quest'anno. Si tratta ovviamente del primo giorno di programmazione e quindi potrebbe essere ancora presto per certificare il fallimento del cinema scorreggione italiano ma sta di fatto che "Vacanze di Natale" e "Finalmente la felicità" hanno incassato insieme poco più della metà di quanto ha fatto "Sherlock Holmes". 1.350 copie per la coppia di film targati Vanzina e Pieraccioni per un incasso di 476mila euro contro i 700mila del film di Guy Ritchie uscito in un numero sensibilmente inferiore di schermi.
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Totem Italia Ogni volta che mi trovo impegolato in iniziative anelanti alla visibilità e alla propaganda mi viene in mente più o meno la stessa scena. Tribù riunite nell’atto rituale che danzano intorno al totem e onorano il simbolo per essere messe in contatto con le divinità. Accade ai convegni politici, in cui i sorrisi compiacenti dei leader, ma anche dei quadri funzionari, bastano agli iscritti o ai presenti per ritenersi oggetto di particolare attenzione, presi in considerazione tanto da poter dire a qualcuno o ai familiari la sera a casa: “Quando mi ha visto mi ha anche sorriso”.
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Il vecchio disco di Tozzi Non Umberto il cantante, ma Riccardo il cantastorie.
Anche oggi, all’iniziativa del PD sulla cultura, ha snocciolato i “successi” del suo cinema. Di nuovo ha ripetuto che quest’anno il cinema italiano ha raggiunto il 43% degli incassi (dice che è il più alto del mondo!) e che il prossimo anno andrà ancora meglio. Ha aggiunto che i film italiani hanno un grande successo anche all’estero (?) e che sono presenti in molti festival (aaaahhhh…noi chissà che avevamo capito). Ha omesso però che quel 43% è composto dal film di Checco Zalone e da un altro paio di titoli. Non ha detto che i distributori internazionali stanno cedendo praticamente gratis i film italiani e all’estero nessun successo. Né pubblico, né mercato.
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Passaggio a vuoto Oggi all'incontro del PD molte note stonate hanno vanificato quella che doveva essere un'utile tappa in vista degli Stati Generali della Cultura che si svolgeranno tra 5 giorni. Lo stato maggiore dei veltroniani si è presentato, a sorpresa, col piglio di un tempo (ahimè sventurato) ostentando un'autocelebrazione dei fasti culturali romani ai tempi del "Walter maestro di vita". Un noioso esercizio retorico su meriti di cui solo i loro adepti hanno beneficiato e tanto effimeri da non lasciare altra traccia se non quella stantia di un festival (altrimenti conosciuto come le veltroniadi) che ansima della solita inconsistenza culturale.
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L'ultima Festa Der Cinema...speriamo Arrivano i proclami del successo di pubblico al Festival di Roma ma tanto a Venezia quanto a Roma non ci sono stati film italiani degni di premio e di menzione, se non quelle elargite dagli amici e dagli amici degli amici. Il Festival di Roma non è ancora riuscito a liberarsi di quella filosofia cafona della manifestazione popolare in cui manifestazione vuol dire spreco/sfarzo e popolare vuol dire lanciare brioches dalla finestra del palazzo. Il concertino. Il porchettaro all’entrata. Il tappeto rosso. Gli stand griffati. L’Embassy con nessuna locandina, nessun manifesto e scarno da ogni punto di vista.
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Figli di chi Lo abbiamo accanto. Ci ruggisce dentro o ci spinge oltre. Ci mostra ciò che ci esaspera e che fa infuriare. Ci incita a protestare, a manifestare, a contrapporci. Ci rende spesso orgogliosi, per un mese ma anche per un’ora soltanto. Ci fa sentire importanti e se è anche per un solo minuto può bastare. Ci fa perdere la misura perché a volte non se ne po’ fare a meno, del resto la pazienza ha un limite. Ci fa indignare al punto di mobilitarci e bloccare, occupare, invadere. Menare.
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Statue parlanti Lunedì 25 alle 11,00 presso la casa del Cinema, si svolgerà un incontro tra produttori indipendenti e RAI Cinema organizzato dalla AGPC. Per partecipare occorre una richiesta di accredito presso l’associazione giovani produttori che evidentemente organizza questo appuntamento. Negli ultimi due mesi c’è stata una chiara accelerazione da parte di questa associazione sul terreno degli incontri istituzionali e sul piano della ricerca di accordi quadro con le figure che dominano la scena della produzione cinematografica. In un periodo in cui osserviamo lo sconcertante crollo etico, politico, programmatico e imprenditoriale dei vertici costituiti che hanno imposto scelte e direzioni, esiste ancora chi ritiene utile l’accordo tra categorie dirigenti basato sulla sola visione dell’imprenditoria e del canale privilegiato delle aristocrazie.
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