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paceRibellarsi con saggezza
Conservare il potere a dispetto di una crisi politica conclamata e proteggere un assetto delegittimato per mezzo di opzioni autoritarie rappresenta un‘aggressione sovversiva dell’ordinamento repubblicano.
Di fronte a questo fenomeno anti-democratico una larga fascia della popolazione si mobilita e manifesta il proprio dissenso.
Si respira un clima aspro plasmato sull’angoscia e sull’esasperazione.
Lo scenario che si aprirebbe con il voto di fiducia che consegnerebbe l’Italia in mano ai vertici berlusconiani, si colora di tinte forti a causa delle vigorose aspettative formatesi sulla scia del diffuso malcontento e della speranza di rinnovamento civile e democratico del nostro Paese.
Le iniziative che stanno prendendo forma in vista del 14 dicembre corrispondono ai sentimenti sui quali si alimentano queste aspettative ed esiste un concreto rischio che la frustrazione proveniente da un risultato opposto rispetto all’attesa, generi tensioni e rabbia.
Si stenta a immaginare le conseguenze del disordine che ne potrebbe derivare ma c’è il pericolo che in un simile scenario quella stessa pulsione autoritaria diventi stimolo per cavalcare la protesta e sfruttare le emozioni popolari opponendo strumenti repressivi e violenti.
Tuttavia è bene tenere presente che anche se si verificasse un esito favorevole riguardo il mantenimento del potere da parte dell’attuale blocco “autoritarista”, le dimensioni di questo successo non darebbero nessun tipo di spinta verso ulteriori passaggi di soffocamento della crescita civile e democratica dell’Italia.
Nel caso in cui il governo ottenga la fiducia si aprirà infatti un periodo in cui le contraddizioni di questo esecutivo assumeranno connotati ancora più evidenti e sempre più insanabili.
Agire sfrenatamente sull’onda della delusione potrebbe invece offrire uno spazio insperato alla volontà repressiva e reazionaria del leader della destra. Sarebbe come concedere una copertura al re nudo.
Si opponga il silenzio al sopruso e immobilità alla sopraffazione. Un silenzio severo e un’immobilità fatta di partecipazione attiva in un patto popolare composto e maturo, fatto di solidarietà e di valori fondamentali.


SteP
13 dicembre 2010



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