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Gazzetta del Sud - 2 settembre 2010

Legalità, ricerca e futuro capisaldi contro le mafie e per la democrazia
Laura Simoncini

Legalità, ricerca e futuro sono tre temi inscindibili dai quali bisogna partire per creare premesse solide e affidabili e consentire alla democrazia di recuperare valori di riferimento condivisi, volti a dare vita a un "tempo nuovo" fatto di sano dialogo istituzionale e di profondo rispetto per i principi costituzionali. E' stato questo il leit-motiv del convegno "Legalità, ricerca, futuro", organizzato a chiusura della manifestazione "Le cinque giornate di Messina", promossa dall'associazione "Consequenze". All'assise, tenutasi nel salone degli Specchi di Palazzo dei Leoni, sono intervenuti Stefano Pierpaoli, regista e scrittore, fondatore del Network indipendente "Consequenze"; Sonny Foschino, attore e regista della Compagnia teatrale "Peppino Impastato"; la signora Angela Manca, madre di Attilio Manca, scomparso nel 2004 in circostanze mai chiarite; Piero Campagna, fratello di Graziella Campagna; Santo Laganà, rappresentante dell'associazione antimafia "Rita Atria"; Marlene Mauro, organizzatrice de "Le cinque giornate"; Laura Raffaeli, presidente della "Blindsight project", cieca da sette anni ed attivista per i diritti di accesso alla cultura per i disabili sensoriali; Antonio Mazzeo, ecopacifista e antimilitarista, autore del volume "I Padrini del Ponte"; Peppino Restifo, rappresentante della Rete "No Ponte" e Nicola Biondo, giornalista e autore del volume "Il patto" sulla trattativa tra Stato e mafia che, pur non potendo essere presente, ha comunque partecipato inviando il suo contributo.
«Si è trattato – ha detto Pierpaoli – di una manifestazione indipendente, patrocinata dalla Provincia, in cui i giovani attori si sono messi in gioco e scendendo in piazza esibendosi davanti a una popolazione non informata, dando vita a un grande progetto per il recupero degli spazi espressivi e democratici».
«C'è una grande voglia di fare – ha detto Sonny Foschino – in una Sicilia che piange perché l'arte sta morendo, e l'obiettivo di queste 5 giornate è quello di risvegliare il senso comune». Particolarmente toccanti le testimonianze della signora Angela Manca e di Piero Campagna che da anni aspettano di trovare giustizia. «Sono tante le cose poco chiare sulla morte di mio figlio Attilio – afferma la signora Manca – e troppe sono le cose che non sono state fatte per risalire alla verità. Riteniamo che la sua morte possa essere attribuita a Provenzano, perché Attilio era urologo e pensiamo che possa averlo visitato. La legalità – aggiunge – viene calpestata giorno per giorno da chi ci governa, i giovani siano tante gocce che insieme possano scavare queste rocce».
«La mia famiglia – ha detto Campagna – non si sarebbe mai aspettata di essere toccata dalla mafia e il peccato di Graziella è stato quello di cercare lavoro trovando la morte. Abbiamo incontrato troppi ritardi e depistaggi, bisogna fare tesoro di ciò che è accaduto e far sì che le leggi siano rispettate». E sempre vittima della mafia, anche se in modo diverso, perché fu lei a togliersi la vita, è stata Rita Atria. «Era una ragazza di 17 anni di Partanna – spiega Laganà – che nel 91 si ribellò al sistema mafioso. Ma nonostante le difficoltà l'importante, diceva Rita Atria, è non arrendersi mai». Coinvolgente anche l'intervento di Laura Raffaeli che rivolgendosi ai giovani li ha esortati a guardare alla realtà e non alle apparenze. Indignato Mazzeo, che ha puntato l'attenzione sull'edificio del Polo di Papardo, creato per sostenere circa 46 imprese di giovani neolaureati, e che sarà utilizzato da Eurolink quale general office del Ponte sullo Stretto.

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