l'Unità - 13 giugno 2011
"Prenderà il via giovedì 16 giugno “Cinema Indipendente al Macro” nel suggestivo spazio allestito accanto alla grande mostra di design “Unicità d’Italia” che si svolge all’ex Mattatoio a Testaccio dal 30 maggio al 25 settembre. Ogni giovedì sera verrà ripetuto l’appuntamento per la proiezione di corti e lungometraggi prodotti dal cinema indipendente italiano. Verrà realizzato un grande laboratorio creativo e partecipato in uno scenario suggestivo e in un ambiente reso dinamico e stimolante dalla diretta partecipazione di artisti e pubblico in un’area in cui suoni, immagini e idee si incontreranno e si mescoleranno tra loro. Un’imperdibile occasione per ridare forza e per essere accanto al cinema indipendente italiano in un clima di totale partecipazione e in un’atmosfera arricchita da momenti di puro divertimento e di affascinanti contaminazioni artistiche. La manifestazione, realizzata sulla spinta di Emanuele Cerman (Artisti Indipendenti 2010), Stefano Pierpaoli (Consequenze Network)e Alessandro Rossetti (ANAC) presenterà al suo interno alcune delle migliori pellicole indipendenti realizzate nell’ultimo anno arricchita dalla presenza dei protagonisti e degli autori. ARTISTI INDIPENDENTI 2010, Anac e Consequenze Network, che organizzano insieme ad altri questa rassegna, figurano tra le associazioni promotrici del progetto Indicinema che verrà descritto al pubblico nel corso delle serate al Macro Testaccio in attesa della sua presentazione ufficiale che avverrà al prossimo Festival di Venezia."

Le prime mosse di «Indicinema», federazione del settore cinematrografico, dagli artisti indipendenti ai critici alla Feder-consumatori, per liberarsi dal mercato. Giovedì al Macro la prima battaglia dei «marziani». Il cinema indipendente italiano riparte dagli alieni. E del resto, visti i tempi che corrono, sembra davvero arrivare da Marte la proposta di liberare le forze creative dei nostri autori al di fuori del duopolio (RaiCinema-Medusa) che blocca ogni possibile sviluppo del «mercato», per arrivare ad una «nuova impresa collettiva, etica e partecipata». Stiamo parlando infatti di «Indicinema»; la neonata federazione messa in piedi da un gran numero di associazioni di settore (Anac, Artisti 7607, Artisti indipendenti 2010, Conseguenze network, Fidac, Pini cinema e audiovisivo, Arci, Art.21, Federconsumatori, Movem 09, Sindacato attori Italiani, Sindacato Critici cinematografici e Ucca) decise a proporre un nuovo - per l'Italia, poiché all'estero è ben presente da tempo - «modello produttivo e distributivo» per il cinema indipendente, quello vero. Quello «libero» dalle tv e dalle major. Che gode - in parte - del finanziamento pubblico e, soprattutto di un circuito di distribuzione multipiattaforma: dalle sale alla rete. Prima vetrina di questa nuova «battaglia di resistenza» è «Cinema indipendente al Macro», da giovedì prossimo a Roma all'ex Mattatoio a Testaccio. Si parte appunto coi marziani «autarchici» di 6 giorni sulla terra di Varo Venturi, sorta di X-Files all'italiana sui rapimenti alieni, realizzato con 300mila euro e già destinato al mercato Usa. Nell'ambito della manifestazione, ogni giovedì sera, saranno proiettati corti e lungometraggi «indipendenti doc». E sarà anche l'occasione per raccontare al pubblico, più concretamente, il progetto Indicinema che sarà presentato ufficialmente al prossimo Festival di Venezia, nell'ambito delle Giornate degli autori. «Indicinema deve diventare un marchio di garanzia per il pubblico. Riconoscibile per i suoi progetti di qualità», spiega Stefano Pierpaoli, «agitatore culturale» («Le 5 giornate di Roma», l'associazione Conseguenze) e produttore dell'incredibile Kill Gil 2 e 1/2 in cui Gil Rossellini ha documentato il suo calvario, fino alla morte, causata da una rara malattia che l'ha costretto ad una interminabile raffica di interventi chirurgici. «Per finirla coi "palazzinari del cinema" - prosegue Pierpaoli - per non essere subalterni al sistema, vogliamo proporre un modello innovativo per la produzione e distribuzione di film di autori non solo giovani». E tutto a partire da un «principio di trasparenza e da un codice etico rigoroso per meritarsi la credibilità e la fiducia dell'intero comparto dell'audiovisivo e dello Stato». Il finanziamento pubblico, infatti, è alla base del progetto. «Indicinema - continua - chiede l'istituzione di un fondo speciale, un Fus apposito per il cinema indipendente che garantisca un 50% del budget, al quale poi affiancare l'intervento dei privati che dovranno collaborare alla realizzazione dei film nella totale condivisione del progetto». Questo nella convinzione che «la cultura debba essere finanziata dallo Stato, ma per poi camminare con le sue gambe». L'obiettivo, quindi, è un cinema di qualità libero dalle logiche televisive che appiattiscono ogni forma di creatività, imponendo tematiche e stili lontani dalla realtà. In ambito produttivo la neonata Federazione, prosegue Pierpaoli, «si propone una pianificazione triennale per realizzare almeno 45 film e 24 documentali l'anno. Rispettivamente con mi costo massimo di 600mila euro e 125mila euro». Con conseguente, e non ultimo aspetto, di incentivare l'occupazione. Insomma, un altro cinema è possibile? Ne sono certi i promotori di Indicinema che da mesi sono impegnati in fitti incontri istituzionali (Mibac, Ministero dello sviluppo economico), in attesa di un coinvolgimento concreto del neo ministro Galan. In bocca al lupo.
Gabriella Gallozzi - L'Unità 13/06/11
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