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del Nuovo Cinema Indipendente Italiano


 

 

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Indi Cinema – Il nuovo motore per il cinema indipendente
Al termine di un articolato confronto tra molte associazioni di categoria è stato raggiunto un accordo programmatico su un nuovo modello per il cinema indipendente che verrà presentato il 5 maggio presso la Casa del Cinema a Roma e proposto a Istituzioni e operatori del settore.
Si è trattato di un percorso complesso svolto in un periodo segnato dalle battaglie per il reintegro di un FUS notevolmente ridimensionato e dai profondi malumori di un mondo che fatica a trovare soluzioni innovative per uscire da un impasse che ne limita le potenzialità ormai da troppo tempo.
Notoriamente, quello del cinema e in genere dello spettacolo è un universo frammentato e disorganico che stenta a trovare coesione e fatica a comporre una massa critica unitaria e significativa.

La presenza di gruppi dominanti che condizionano fortemente produzione e distribuzione nazionale, costituisce molto spesso un ostacolo insuperabile per molti soggetti che scelgono di restare subalterni a entità che garantiscono comunque sbocchi professionali sicuri.
L’intervento di lobby fortemente autoreferenziali e organiche al sistema che agiscono con spirito corporativo, contribuisce ulteriormente a generare squilibrio e disorientamento, giacché presentandosi in qualità di oppositori al sistema e pretendendo un ruolo da prime donne nella lotta per la libertà d’espressione, procedono nell’unico solco dell’accordo sotterraneo e del privilegio.
Anche le spinte provenienti da alcune frange che potremmo definire estreme o radicali, si trovano costrette loro malgrado a un lavoro di confine che ciclicamente manifesta utilizzando strumenti simbolici che faticano a costruire contraddizione e a elaborare proposte che possano essere inserite nelle dinamiche del nostro tempo.
I conflitti a vario livello che ne derivano assumono fatalmente un carattere ideologico, alimentato dalla contrapposizione tra mercato e libertà espressiva e tra Istituzioni considerate autoritarie e difensori della cultura. Lo scontro che si determina svilisce la prospettiva intellettuale e soffoca l’iniziativa imprenditoriale dei soggetti più deboli. L’invadenza del simbolo limita il dibattito al pro e contro e l’assenza di un progetto complessivo e moderno mantiene il confronto nel solo ambito verticistico delle alte sfere dirigenti.
Del resto, le entità che possono mettere sulla bilancia un peso infinitamente maggiore dal punto di vista finanziario e strutturale non avvertono necessità di innovazione e ovviamente non concedono spazio alla creazione di nuovi modelli. Un atteggiamento difficile da scardinare perché poggiato su una visione legittima degli equilibri interni e del loro posizionamento nel mercato.
Altrettanto legittima può essere considerata la filosofia del “tengo famiglia” che spinge tanti produttori, artisti e professionisti del settore ad abbandonare il desiderio di un assetto più equo o di più nobili aspirazioni espressive, per cedere al ricatto del risultato immediato e remunerativo. Il progetto a medio termine rappresenta di per sé una minaccia verso la sicurezza di uno stipendio, di un ingaggio pur mortificante, di una relazione promettente.
Nello scenario attuale, perfino l’elaborazione di un impianto culturale, senza il quale sarebbe impossibile produrre un sistema affidabile e duraturo, rischia di apparire a tantissimi come un Circo Barnum, una sorta di pozione magica incomprensibile che poco ha a che fare con quella che a molti appare come concretezza e praticità ma che sarebbe un’ennesima semplificazione priva di solidità.
Occorreva perciò partire da un diverso approccio nel confronto con le figure egemoni del nostro sistema produttivo e distributivo, inserendo non più dinamiche di collisione ma forme di integrazione per i nuovi linguaggi, con una visione in grado di coniugare l’esigenza di nuovi spazi ed efficaci strategie di mercato.
Il passo successivo è servito a modulare l’influenza delle lobby e ricondurre alcuni gruppi di potere in un ambito di dialogo paritetico, liberando in larga misura un intero ambiente dai condizionamenti mediatici e da deleghe in bianco sulla base di una rappresentanza illusoria.
Ma la rivoluzione più significativa è quella che deve arrivare dalla pancia della categoria. La rappresentazione simbolica deve infatti lasciare il passo alla progettualità, in un lavoro condiviso e continuo che restituisca a tutti gli operatori la certezza di un percorso comune, con obiettivi convergenti, su un piano orizzontale privo di gerarchie autoreferenziali. Se il diffuso bisogno di tagliare con il passato e mettere in campo nuovi strumenti e nuove modalità è autentico e avvertito dalla maggioranza di chi lavora in questo settore, altrettanto deve essere effettivo l’impegno per unire le forze e abbandonare una volta per tutte gli interessi particolari.
Per rendere possibile tutto questo è necessario aumentare gli spazi di attività e quindi la capacità produttiva e distributiva.
La fantasia, la creatività e l’inventiva sono essenziali per realizzare una carrozzeria attraente.
La capacità imprenditoriale, la lungimiranza dei produttori e la forza dei distributori sono gli elementi che danno valore alla strategia lungo il percorso.
L’esperienza dei professionisti costituisce l’ossatura portante.
Le risorse economiche sono il carburante indispensabile per far muovere la macchina.
Nel nuovo motore di cui abbiamo bisogno devono convergere tutti questi elementi ma con una nuova energia propulsiva fatta di coraggio, di reale indipendenza, di sostanza progettuale e di saggia solidarietà tra tutti coloro che saranno i protagonisti di una nuova stagione per il cinema italiano.

 

 

indicinema2IndiCinema è un progetto scaturito dalla confluenza di numerose realtà significative dell’autorialità, dell’impresa e della professionalità, e si pone come obiettivo la costituzione di uno strumento efficace per realizzare un nuovo modello di sviluppo attraverso la costituzione di una solida rete di forze attive ed efficienti. Ovvero, una “rete della creatività”.
IL PROGETTO Indi Cinema ha come obiettivo la realizzazione di un circuito produttivo e distributivo multipiattaforma del cinema indipendente.
IL MARCHIO: Indi Cinema deve diventare un “marchio” riconoscibile per tutti: un modello di cinema la cui sfida è la trasparenza finanziaria, l'innovazione linguistica e tecnologica, la riconquista di un pubblico che non sarà un passivo fruitore ma che è consapevole di partecipare ad un dialogo attivo e al rinnovamento culturale.

Produzione
Si propone un modello a pianificazione triennale che prevede la produzione di almeno 45 film e 24 documentari, per ciascun anno solare. I film dovranno essere realizzati con un costo industriale massimo di 600.000 Euro definibili “a micro budget”. I documentari ad un costo massimo di 125.000 euro.
Una dimensione finanziaria realistica in funzione degli attuali assetti e congiuntura
Punti essenziali del progetto produttivo

  • aumentare i livelli quantitativi della produzione
  • assicurare un sostanziale aumento dell’occupazione che riguarda tutto il processo produttivo
  • una più ampia possibilità d’accesso per la creatività nelle sue varie forme: vere e proprie palestre
  • per la formazione dei nuovi talenti.
  • maggiore valorizzazione della formazione.

L’investimento privato avverrà nel contesto in cui produttori, artisti, autori e professionisti dovranno collaborare alla realizzazione dei film nella totale condivisione del progetto.
L’investimento pubblico deve rivestire un ruolo centrale nel sostegno e nel compito di selezione.
La doppia finalità, culturale e industriale, comporta il coinvolgimento dei due Ministeri di riferimento: il MIBAC e il MISE con l’istituzione di appositi Fondi Speciali che non siano limitati alle sole opere prime e seconde. Si chiede inoltre il superamento delle norme imposte dal Reference System.

NUOVI STRUMENTI PER LA DISTRIBUZIONE E NUOVI CANALI PER LA DIFFUSIONE
Il progetto Indi Cinema prevede una nuova modalità di proposta commerciale per attribuire maggiore valore alle opere prodotte e agevolarne l’inserimento nei diversi circuiti di distribuzione.
A tale scopo è allo studio la creazione di un organismo con un profilo giuridico appropriato che svolga una vera e propria funzione di piattaforma di servizio. Tale piattaforma avrà come “mission” quella di
facilitare: la raccolta di investitori esterni per tax credit esterno e per il product placement; l'incontro tra i ”bouquet di film” e i distributori per l'uscita in sala in Italia; lo sviluppo commerciale con i broadcaster per le vendite nei vari canali (free tv, pay tv, ecc.), i sales agent internazionali o i distributori esteri italiani per la commercializzazione all'estero; accordi diretti tra le imprese realizzatrici dei “bouquet”, i circuiti di sale cinematografiche, le centrali di programmazione e alcune Tv locali con le quali si stanno perfezionando protocolli di intesa.

IL CODICE ETICO: tutte le imprese aderenti alla FEDERAZIONE dovranno attenersi a un codice etico rigoroso
per essere meritevoli della credibilità e della fiducia che chiediamo all'intero comparto dell'audiovisivo e
allo Stato.

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