15 luglio 2010
Comunicato Stampa
Fonte: www.ritatria.it - Associazione antimafia Rita Atria
La morte di Riccardo Spadaro, trovato cadavere dopo molte ore dalla morte (nessuno si era accorto della sua assenza) nella sala macchine della piscina del Palace Hotel Silvanetta di Milazzo, oltre allo sconforto che umanamente ne deriva per la tragica fine di una giovane vita, pone e deve porre seri interrogativi non soltanto nella ricostruzione della dinamica dei fatti, delle circostanze, delle responsabilità che hanno”colpevolmente” condotto alla sua morte, ma anche delle ulteriori responsabilità di quanti, ad ogni livello, hanno sempre il “dovere istituzionale” di occuparsi di lavoro e di quali siano le condizioni e la qualità del lavoro in Italia, in Sicilia, a Milazzo.
L’associazione antimafie Rita Atria, il Presidio Antimafie “Rita Atria” Libera Milazzo-Barcellona con l’Associazionismo Sindacale di Base CUB, intanto, elèvano la propria denuncia per il dilagare del lavoro nero, del lavoro sotto ricatto, del lavoro fortemente discriminante il sesso e la razza, del lavoro malpagato, del lavoro che non ha diritti ed ancor più del lavoro a rischio della propria vita, perché, ancor più di questi tempi nei quali si pretende l’unanimità sulla negazione dei diritti dei lavoratori (pena il licenziamento), “i diritti e fare sicurezza” negli ambienti di lavoro “costano” e perché, fatta eccezione di casi di magistrature autorevoli (si veda Guariniello sul caso ThyssenKrupp che contesta l’omicidio volontario), i casi delle morti cc.dd. “bianche” difficilmente ricevono “giustizia” nei tempi e nei modi dovuti ai familiari. Chiediamo allo Stato/Istituzione di aprire finalmente gli occhi su tutto ciò e di agire ancora prima che si verifichi l’irreparabile e, vicini a Riccardo ed ai suoi familiari agiremo noi stessi nelle sedi preposte per fare chiarezza ed ottenere giustizia. Nadia Furnari Direttivo nazionale Ass. Antimafie “ Rita Atria” Santa Mondello Per RDB CUB Santo Laganà Per il Presidio “Rita Atria” Libera
www.ritatria.it
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