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Una nuova idea dell'Italia
Non è proprio possibile cercare di sminuire ciò che sta accadendo in Italia. Il crollo della classe dirigente è davanti ai nostri occhi nella sua forma peggiore e si manifesta attraverso la rappresentazione più misera della sua degenerazione.
Un fallimento totale che oltre ad accrescere la precarietà economica e sociale, investe le nostre coscienze e il nostro senso di appartenenza a un paese defraudato di ogni riferimento etico prima che politico, in uno stravolgimento di cui si stenta a vedere la fine. Ma osservare il finale di un’esperienza così squallida e insopportabile vorrebbe anche dire subirne fino in fondo gli effetti deleteri e malsani, affogando sotto le stesse macerie che la vicenda italiana lascia dietro di sé.
Ci vergognamo del nostro paese ed è giusto che sia così. Non potrebbe essere altrimenti. E alla vergogna si uniscono la rabbia e l’angoscia per essere vittime inermi di un sistema desolante. Un sistema gestito da un’orda di miserabili che dell’Italia sono i rappresentanti eletti e che quindi esercitano il loro marcio potere in nome della sovranità popolare.
L’inerzia del popolo offeso potrebbe però significare l’estremo atto della dissoluzione decisa dall’alto, quasi a compiere l’atto finale del disastro umano verso il quale siamo stati guidati.
Non è più il tempo delle attese dal basso e dei proclami dall’alto. Non c’è più tempo per porgere la nostra delega su ciò che ci riguarda direttamente. Non c’è nemmeno il tempo per rivendicare un’appartenenza che sia diversa da quella della società civile, nel suo insieme e oltre le distinzioni.
Chi di fronte a un bisogno collettivo aspetta l’autorizzazione del suo capo, del suo partito o del suo referente di palazzo non fa altro che allungare l’agonia di un popolo disperato, mette in scena altro guasto e compie nuovi crimini in una complicità perversa che non ha più motivo di esistere.
Chiunque ha tra le mani quel modulo possiede uno strumento meraviglioso di democrazia e di rinascita e sa che non appartiene ad altri se non al popolo. Ogni firma che verrà aggiunta sarà il segnale di un risveglio che non possiamo più rimandare. Le scelte che saranno determinate da migliaia di persone responsabili non potranno subire nuove offese e nuove interferenze e avverranno nel segno dell’interesse generale e partecipato, in cui la popolazione torna a essere protagonista della sua storia.
Serve una nuova idea dell’Italia e non c’è alcun dubbio che questa idea deve arrivare dal basso e deve riaffermare dignità, coraggio e dinamismo per tornare a far girare le lancette della storia. Della nostra storia.
Chi ha scelto di essere protagonista di questa pagina di civiltà ha in mano lo scrigno che contiene un tesoro inestimabile e finalmente ha conquistato la chiave per aprirlo e liberare il futuro.
L’iniziativa è partita ed è bene non cedere a quell’angoscia di cui si cibano gli sciacalli del potere costituito.
Diventiamo migliaia e mandiamo un segnale forte e inequivocabile a tutta l’Italia.

SteP
18/01/2011

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