Accessibilità: un servizio offerto alla Cultura Al RomaFictionFest 2010 molte persone che di solito non hanno la possibilità di partecipare a questo tipo di manifestazione, potranno invece fruire di un’intera programmazione nell’ambito della rassegna. Stessa ubicazione (Multisala Adriano), una sala come le altre (la Sala 10) e un programma completo di anteprime. Evidentemente si tratta di un diritto garantito alle persone disabili e in particolare a coloro che hanno una limitazione o una mancanze di vista o di udito.
Questa iniziativa già nella scorsa edizione ha rappresentato una novità assoluta per un Festival di fascia, per così dire, istituzionale, oltre che di rilevanza internazionale. Tuttavia, restringere il punto di vista sull’unico aspetto dell’accessibilità, quindi della possibilità di fruizione per una specifica categoria di cittadini, rischia di limitare il significato di quanto si sta facendo e di rovesciare il senso del lavoro di Blindsight Project, Consequenze e degli stessi organizzatori del RomaFictionFest. I servizi di audiodescrizione e di sottotitolazione costituiscono una forma di supporto e di agevolazione per i disabili visivi e uditivi nel momento stesso della proiezione, ma rappresentano soprattutto uno strumento a disposizione dell’offerta culturale, che per sua stessa natura non può prevedere esclusioni né limitazioni di sorta e che quindi, grazie a questi servizi viene messa in condizione di adempiere alle sue insostituibili prerogative. Affermare che si tratta di un servizio reso non tanto ai disabili quanto alla cultura, ad alcuni potrebbe apparire pretenzioso se non addirittura provocatorio. Sta di fatto però che la fruizione culturale, come arricchimento, come consumo e come intrattenimento, deve godere di canali di accesso liberi e praticabili per tutti. Questo problema investe un arco assai più ampio della singola categoria e la proposta culturale indotta, spesso lottizzata, frequentemente stabilita da ristretti gruppi di potere, viene imposta indistintamente a tutti, così come vengono imposte limitazioni, ghettizzazioni e condizionamenti di diversa natura. Non basta ricordarsi del problema quando ci sono le elezioni e quando si cerca uno spazio di visibilità per la combriccola di turno. L’esperienza che vivranno i disabili sensoriali al RomaFictionFest è il corretto paradigma che riguarda tutta la cultura ed è un percorso da intraprendere per la maggioranza dei cittadini italiani, rispetto alle molteplici barriere poste dai criteri attualmente adottati nelle scelte dei palinsesti, così come nella definizione degli spazi d’informazione e nella composizione delle singole manifestazioni. Poter scegliere e saper scegliere sono elementi fondamentali dell’autosufficienza e della libertà. Poterlo fare nell’ambito della cultura è un principio democratico ed è sancito dalla nostra Costituzione. Serve quindi presa di coscienza da parte delle Istituzioni e degli organismi che a vario titolo gestiscono l’offerta culturale complessiva Sull’altro versante, le associazioni di categoria possono fare il possibile per diffondere la notizia di questa opportunità al RomaFictionFest, come per altre iniziative collegate alla disabilità, ma la scelta di libertà, di autonomia e di protagonismo civile deve innanzitutto giungere dall’atto individuale e dalla dignità di ogni singolo cittadino a prescindere da ogni appartenenza. Una regola che in questa occasione, in tanti potranno imparare dai disabili e dalla libera scelta che essi avranno fatto partecipando al Festival della Fiction, e molti di quelli che si faranno accompagnare da un’amica o un amico cieco o sordo, avranno la possibilità di verificare che è possibile abbattere le barriere di tutti. Anche quelle che loro stessi subiscono.
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