attori_5giornateLiberare il Futuro
Nel Ventesimo Secolo le avanguardie culturali hanno ricoperto un ruolo di straordinaria importanza e hanno influenzato positivamente il corso della storia. Dalla fine degli anni ’60, l’espressione artistica, il movimento culturale, hanno via via perso la forza della proposta alternativa e sono diventate funzionali a sistemi di condizionamento delle masse. Da allora il mondo ha smarrito metodo e indirizzo, consegnandosi alla degenerazione neoliberista e tollerando crescenti e alienanti forme di adattamento all’omologazione e alla subalternità.
Ci troviamo oggi a un punto di svolta, alla frattura che costringe l’uomo a riappropriarsi della capacità di costruire la sua strada e per farlo deve sottrarsi ai sistemi verticali delle disposizioni stabilite dai vertici e deve recuperare coscienza sociale e sapere nel suo operato. Puntare sui giovani è la sola scelta possibile e soltanto da essi possono arrivare le spinte vigorose e vitali per ridare respiro alla società. Chi detiene il potere grazie a metodi scientificamente repressivi conosce il valore di una classe giovanile cosciente e responsabile che più di ogni altra categoria potrebbe contrastare gli apparati dominanti che hanno soffocato l’Italia. Non a caso negli ultimi anni c’è stato un ripetuto attacco contro una scuola che può creare donne e uomini colti e consapevoli, a favore di istituti di formazione per futuri schiavi inebetiti.
Per questo motivo bisogna restituire ai giovani la possibilità di essere autentici protagonisti del loro lavoro e delle conoscenze che provengono dallo studio e dall’esperienza.
Occorre eliminare gli snodi asfissianti e coercitivi che limitano gli spazi di scelta e impongono regole medievali, mafiose e autoritarie, le regole delle caste e delle corporazioni, dei rapporti particolari e dei privilegi.
Dare vita a una manifestazione come quella delle 5 Giornate è espressione di testimonianza, ricerca e proposta.
I ragazzi e tutti coloro che hanno realizzato questo straordinario avvenimento culturale, hanno offerto un’occasione di testimonianza di infinito valore, unica nel suo genere. Una prova di responsabilità, di impegno e di maturità che ha pochi riscontri nel nostro panorama artistico e culturale, ma non solo in quello. Una dimensione di talento e di coraggio espressivo che riesce a raggiungere solo chi sa esporsi al contatto diretto e immediato con la popolazione, senza protezioni e senza coperture.

La ricerca che hanno saputo mettere in campo è quella caratterizzata sull’alternativa culturale e sociale che hanno presentato, proponendo forme di teatro autenticamente civile e momenti di riflessione, informazione e di confronto privi di targhe e di simboli. Tutto è stato improntato sulla cooperazione orizzontale e sulla solidarietà. Nessuna rincorsa verso il solo successo individuale, ma tante occasioni di scambio, improvvisazione, inclusioni anche casuali.
La proposta che ne scaturisce è rivolta alle Istituzioni e agli enti locali, affinché liberino queste energie dalle paludi burocratiche e diano stimolo all’iniziativa pulita, indipendente e libera, in cui la cittadinanza possa ritrovare un ruolo primario nell’offerta culturale, anziché essere solo oggetto di eventi propagandistici.
Insieme a tutti gli artisti, alle associazioni e ai cittadini che condividono questo progetto, avanziamo ora la proposta per la realizzazione di luoghi di espressione che possano costituire elemento di riferimento sul territorio. Spazi gestiti autonomamente da autentici rappresentanti delle comunità locali per l’elaborazione di iniziative etiche finalizzate al bene comune, nei quali confluiscano energie limpide che operano con trasparenza nell’interesse collettivo.
Luoghi di cultura e di lavoro, in cui convergano idee e attività direttamente generate sul territorio, in grado di ridurre tempi e costi, elaborare modelli innovativi di sviluppo e garantire risparmio e nuove opportunità di lavoro in un clima di collaborazione e di attiva partecipazione.
Proponiamo inoltre l’istituzione di una rete di cooperazione fra le varie strutture territoriali, al fine di potenziare le capacità operative e di unire i contributi e le diverse peculiarità espresse attraverso un circuito partecipato, alimentato grazie alla molteplicità dei supporti e all’integrazione culturale e sociale delle distinte esperienze.

Per tanti, troppi anni ci hanno insegnato a credere che non ce la possiamo fare con le nostre forze.
Il Tempo Nuovo a cui aspiriamo comincia il giorno in cui dimostriamo innanzitutto a noi stessi che esiste la possibilità di mettere in atto processi positivi e iniziative efficaci proprio grazie all’impegno condiviso e alle forze che si possono mettere in campo.

Siamo convinti, oggi più che mai, che questo Tempo Nuovo è dietro l’angolo e che dobbiamo afferrarlo grazie a un grande patto popolare di cooperazione e di impegno civile.

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