libro apertoIl libro dei sogni
Un grande ringraziamento a tutti gli amici di Artisti Indipendenti 2010, Consequenze e ANAC e a tutti i cittadini che collaborano e si impegnano per dare forza alle iniziative che stiamo portando avanti.
Contestare, sfilare in corteo e portare striscioni non ha nessun senso se queste manifestazioni non vengono seguite dalla partecipazione attiva nel progetto comune.
Per mantenere indipendenza e coerenza nelle scelte stiamo lavorando in modo totalmente gratuito, mettendo il nostro impegno al servizio dell’interesse generale.  Sentire che accanto ci sono tante persone che sono cittadini veri e responsabili, presenti e protagonisti in un percorso che ci vede in prima linea per un autentico cambiamento, è essenziale per continuare lo sforzo e dare voce e rappresentanza a quel “basso” che in Italia viene utilizzato troppo spesso in modo strumentale da gruppi ipocriti e dominanti.

Partecipare e alimentare le occasioni in cui si offre visibilità alle energie che esistono nel mondo indipendente, poterlo fare a contatto con la popolazione e ricostruire un rapporto di fiducia e di vicinanza con il territorio vuol dire recuperare senso per l’attività artistica e culturale che svolgiamo.
Creare momenti di condivisione autentica, non mediatica né propagandistica, è il passaggio limpido e indispensabile per ricomporre un sistema produttivo e distributivo efficace e incisivo.
Chi si volta dall’altra parte in questo momento così cruciale, in cui il cambiamento si percepisce ma ha ancor più bisogno di essere stimolato da tutti, compie la solita operazione misera e incivile che confina la dimensione dell’impegno solo alla rappresentazione vuota e simbolica, lontana dalla responsabilità e dalla consapevolezza.
Si stanno aprendo spazi e altri se ne potranno aprire. Chi partecipa a questa stagione di rinascita sarà protagonista effettivo di una pagina straordinaria e non farà parte di quanti si fermano al click sul social network per dimostrare di esistere e di “fare”.
Qualcuno, poco tempo fa, riferendosi a Indicinema e al progetto che sta riscuotendo notevole successo, l’ha definito un “libro dei sogni”. Analizzando con onestà intellettuale tutto il lavoro che stiamo facendo si vede chiaramente che si tratta di tutt’altro, ma ci teniamo a dire che il sogno ricopre un ruolo principale in questo progetto. Meglio sempre del libro del privilegio, del libro del malaffare, del libro della cattiva fede, dell’accordo di palazzo e del gruppo dominante. Questa letteratura non ci interessa ed è quella che ha ridotto l’Italia una palude apatica e sottomessa, in cui chi lavora nell’interesse generale viene descritto solo come artefice di un libro dei sogni.
Per questo chiediamo a tutti di portare idee e iniziativa libera in questo grande laboratorio collettivo, mettendoci la faccia e soprattutto il cuore. Lontano dai simboli e dagli orticelli.
Così deve essere in quell’Italia in cui tutti, o quasi tutti, vorremmo vivere. Da cittadini liberi e indipendenti.

SteP
10 giugno 2011

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