Però era successo qualcosa.
Avevano ascoltato la politica. O meglio avevano atteso di ascoltarla. Ma la politica non aveva saputo dire. Aveva alternato ai silenzi le solite scorribande propagandistiche misere e volgari.

Però stava succedendo qualcosa.
Avevano ascoltato il mondo dell’informazione. Ma giornalisti e opinionisti fluttuavano nel loro essere il nulla. Continuavano a danzare nei loro salotti con la stessa musica di sempre, allo stesso ritmo, nello stesso stile disarmonico di sempre.

Però stava succedendo qualcosa.
Notizie e informazioni non arrivavano dalle staffette partigiane, da coraggiosi infiltrati nascosti nei solai e la gente non si riuniva affamata, al buio, per ascoltare Radio Londra.
Milioni di video scambiati a migliaia al secondo. Talk show seguiti dai divani. Giochi sui social e montagne di immagini. Un’immensa festa collettiva camuffata da partecipazione.
Giusto, non c’era la guerra. Istituzioni e governanti avevano provato a definirla guerra ma all’inizio era tutt’altro: una terribile pandemia.
Fu quando uscirono dalle case che popolo, politica, giornalisti e governanti trasformarono la sciagura in catastrofe.
Si erano accorti di poco. Avevano cambiato nome alle cose. Avevano allontanato il senso dal sentire. Nulla era stato esperienza in quel Circo Barnum del sempre distrarsi, del sempre simulare, del sempre dover ridere.
Però era successo qualcosa.

Ma alla fine andò tutto bene. Il distrarsi, il simulare e il ridere avevano trovato la loro ragione di resistere.
Erano poveri ma in fondo anche prima lo erano. Erano più alienati ma da decenni si stavano alienando nella tv e nel web. Erano soli e isolati ma soltanto in un modo diverso rispetto al passato. Avevano paura, questo sì, ma sulla paura, per la paura, avevano portato al trono i loro sovrani. Erano allineati, addestrati, controllati ma avevano fatto di tutto per vivere in quartieri scrutati da telecamere. Erano più repressi, ma in tanti ne furono felici.
In quel tempo sospeso nel quale tornavano a incontrarsi senza potersi abbracciare tutto rientrava al suo posto. Tra macerie non comprese per vite pagate con un reddito d’emergenza.
Lo avevano sognato e votato quello stesso reddito.

Era lo stesso popolo, gli stessi politici, gli stessi giornalisti e gli stessi governanti.
Però era successo qualcosa.
Ormai, era successo qualcosa.

Stefano Pierpaoli
22/05/20


Francesco Guardi
Incendio del deposito degli oli a San Marcuola, 1789

Leave a comment