La questione di principio e politica che è stata spesso sollevata e che periodicamente torna alla ribalta sull’esigenza di citare i fondamenti cristiani nella Costituzione europea, è tuttavia un nodo importante che assume anche un ruolo di verifica sulla consistenza di certe posizioni.
Le forze cattoliche che hanno fatto cartello su questa necessità si sono innalzate a paladine di tradizioni secolari rivendicando una loro appartenenza religiosa rispetto alla quale era impossibile praticare arretramenti.

Una posizione legittima, che oltre a testimoniare il profondo radicamento del Cristianesimo nel Vecchio Continente, manifesta una pulsione interiore di rispetto per credo religioso.
Queste stesse forze cattoliche (I Cattolici) si sono appena rese protagoniste in Italia di un decreto legge nel quale viene autorizzato ed esortato il respingimento di esseri umani che inseguono in modo disperato una condizione di vita migliore di quella da cui sono fuggiti.
La questione pone inquietanti interrogativi politici, morali e cattolici. Rifiutare in modo arbitrario e incondizionato il soccorso, la protezione e, mi permetto di aggiungere la carità, a bambini, donne e uomini bisognosi è quanto di più anticristiano si possa realizzare. Attraverso una deportazione mascherata si condannano migliaia di persone a un tragico futuro.
È curioso che un laico e agnostico si trovi costretto a ricordare i valori del Vangelo a quanti si sono riempiti la bocca con le loro ruffiane dichiarazioni. Ed è triste verificare come quella secolarizzazione denunciata dal Papa venga imposta dalle scelte scellerate di un manipolo di carnefici alla ricerca del consenso dei miserabili.
Essere cattolici non è una posizione politica che si manipola a piacimento, ma è un’intima disposizione che determina un percorso nel quale non esiste mediazione. Un percorso dettato dalla Fede e dal rispetto degli insegnamenti e delle leggi della propria religione. Le frasi di compromesso pronunciate a metà da parte del Vaticano sono un segnale preoccupante.
Come cittadino italiano chiedo perdono per questa assurda iniziativa politica e legislativa e di nuovo provo vergogna per la volgarità dell’azione di questo governo.
3 luglio 2009

Stefano Pierpaoli
consequenze.org

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