Indicinema

Progetto di promozione e sviluppo del Nuovo Cinema Indipendente Italiano

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Indicinema fu un laboratorio politico e culturale che cercava di mettere in risalto le criticità di un settore che stava subendo un pericoloso declino espressivo.

Una crisi generata dal crescente appiattimento su modelli di facile e immediato consumo e dal condizionamento sempre più invasivo esercitato dal sistema su autori e giovani talenti.

Uno scenario determinato dalle spinte sempre più pervasive e totalitarie dei grandi gruppi produttivi e distributivi che miravano a uniformare l’offerta e massificare le scelte del pubblico nel solo contesto di scelte di marketing.

Casa del Cinema - Roma
Tra coloro che intervennero ricordiamo Carlo Lizzani, Citto Maselli, Ugo Gregoretti, Giulio Scarpati, Luciano Caprara, Santo della Volpe, Emidio Greco, Nino Russo, Bruno Torri, Carlo Testini, Matteo Orfini

Casa del Cinema - Roma
L'affluenza fu straordinaria e inattesa.
Dopo aver occupato tutte le poltrone in sala si riempì anche il terrazzo attiguo manifestando anche nel periodo successivo un livello incredibile di partecipazione e interesse

Ne conseguiva, ma era già evidente da molti anni, il costante impoverimento di forme e linguaggi cinematografici a favore di cliché stereotipati e didascalici di stampo televisivo.
Tra i rischi segnalati da Indicinema veniva posto un particolare accento sul decadimento artistico di un comparto essenziale nella crescita culturale del Paese e la morte della sala cinematografica come luogo di vitale confronto e di esperienza condivisa.
Si tentò di aprire una prospettiva sul piano creativo, economico e politico.
Venne aperto un vivace e fecondo confronto con l’universo indipendente formato per lo più da giovani autori e produttori.

Furono elaborate proposte per arrivare a un modello destinato al basso budget che permettesse alle piccole realtà produttive di operare in libertà anche sul piano della sperimentazione.
Si snodò parallelamente un dialogo con politica e Istituzioni affinché comprendessero l’urgenza di sottrarre il cinema dalle spire letali di un mercato sempre più sclerotizzato e omologante.
Si organizzarono impulsi di riflessione e promozione alla Casa del Cinema a Roma, alla Mostra di Venezia, al Festival di Cannes e alla Festa del Cinema di Roma.

Il progetto fallì dopo 4 anni di lavoro per la debolezza intellettuale della classi dirigenti, per la perversa commistione tra le associazioni di categoria e i gruppi dominanti e, postrema autem non minimus, per la paura tipica e diffusa di mettersi contro i padroni.
Si scelse di fatto che di lì a poco il cinema diventasse un continuo evento da social, dagli esiti alterni, alla mercé delle pulsioni trasmesse dai potentati e con entità straniere che avrebbero inglobato le produzioni italiane.
Il tutto condito da un pessimo apparato di finanziamento a favore di furbi e faccendieri.

L'Italia non è un paese per indipendenti

FINE DI

Il senso di un viaggio in 4 tappe

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2007 - Il "Controfestival" di Roma

2009 - Le 5 Giornate di Roma

2011 - Il tentativo Indicinema

Dal 2007 a oggi - Inclusione culturale

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