articolo_il_romaIL CINEMA COI SOTTOTITOLI: INDISPENSABILE PER CHI NON SENTE – 19/04/2010
Importante evento di non trascurabile significato civile a Lamezia Terme. Si tratta della proiezione del recente film “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetec avvenuta, per la prima volta in Calabria, e per la prima volta in Italia in una multisala con più proiezioni nella stessa giornata, realizzata in modalità accessibile ai disabili uditivi. L’evento è stato organizzato dalla onlus no profit “Blindsight project” di Laura Raffaeli e dall’associazione culturale “Consequenze” di Stefano Pierpaoli. «Sono state proiezioni – spiega Raffaeli – fruibili anche dai disabili uditivi perché provviste di sottotitoli, operazione già fatta dalla stessa casa di produzione Fandango per il film “Baciami ancora”di Gabriele Muccino». È un progetto estensibile? «Sicuramente è già possibile estendere la possibilità di fruizioni cinematografiche e televisive non solo ai disabili uditivi, ma anche ai disabili visivi, integrando le proiezioni e le trasmissioni con descrizioni narrate di tutto quanto non sia dialogo, ascoltabili attraverso opportune cuffie, ma pure migliorando la cura con cui vengono realizzati i supporti già esistenti. Alcuni sottotitoli, infatti, talvolta sono di qualità non eccellente, adottando modalità di scrittura troppo stringate ed avvilenti per la lingua italiana, come ad esempio la lettera k in luogo di ch ». È stato difficile questo primo passo? «Il progetto è sempre stato nelle nostre intenzioni, a maggior ragione dopo il successo del “Roma Fiction Fest 2009”, svolto nella capitale lo scorso luglio, rassegna internazionale delle fiction sottotitolate e con descrizioni dei luoghi e dei movimenti narrate, quindi godibili da tutti senza alcuna discriminazione, in virtù della loro fruibilità da noi espressamente curata. Ripeteremo l’esperienza anche nel prossimo luglio». L’importanza di tale sorta di operazioni? «Il significato di una tale sorta di operazioni non va assolutamente ravvisato solo nell’accessibilità di uno spettacolo ai disabili, ma va riconosciuto anche nel miglioramento di una sensibile attenzione già avuta sì da alcune sale cinematografiche e da alcune città, ma esercitata purtroppo ancora in maniera abbastanza discriminante, riservandola solo ad alcuni giorni della settimana ed a particolari orari. Non ultimo, sarà possibile favorire così una considerazione dell’arte cinematografica non solo come svago e divertimento, ma soprattutto come strumento di sviluppo culturale dei luoghi e delle persone. Non credo sia certo un caso che una regione così grande come la Calabria, purtroppo tanto povera di giovani e quindi di istanze ed impulsi intellettuali sempre più attuali, sia altrettanto povera di sale cinematografiche». (Rosario Ruggiero)
da Roma.net 16-04-2010

http://blindsight.eu

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