Beppe Grillo ha pronunciato una frase molto infelice riferita alle persone con autismo. Grillo è un personaggio estremamente negativo perché da anni esercita un’influenza velenosa e corrosiva sulla società. È una figura pericolosa perché lo fa dall’alto della sua fama, dall’alto della sua forte solidità economica, dall’alto del suo potere mediatico.
Beppe Grillo è la classica mamma degli scemi e quando quella madre rovinosa partorisce in modo copioso il danno sociale che produce è molto elevato.
Le sue parole sull’autismo hanno giustamente suscitato sdegno da più parti.
Sul Fatto di oggi c’è l’intervento di Elio, quello della terra dei cachi (cit.) che ha un figlio con autismo e rimprovera Grillo dicendogli testualmente che quelle parole lo hanno fatto “proprio incazzare”.
Poi però gli dice che basta chiedere scusa e se l’interlocutore è intelligente tutto va a posto. Che i genitori dell’autismo sono molto intelligenti. Poi cita Massimo Fini il quale ha scritto in difesa di Grillo che si dovrebbero risentire anche i ciechi e i sordi. Elio aggiunge che però se uno ha problemi di udito va dall’otorino, se uno ha problemi di vista va dall’oculista. Ehm…non so se una persona cieca o sorda possano avere grandi benefici da questi specialisti. Per lo meno non è così nella maggioranza dei casi. Temo che questa frase potrebbe scatenare altre polemiche.
Poi Elio ci comunica che in fondo bastano quelle scuse dal sovrano dei grillini per chiudere la faccenda. Anzi, va oltre: chiede l’aiuto di Beppe Grillo per far applicare la legge! “La prego Signor Grillo, mobiliti le SUE forze per far applicare le leggi in gema di autismo”.
In 40 righe siamo passati dall’incazzatura alla supplica con un intermezzo di un’altra cretinata di Massimo Fini con annessi commenti fuori luogo.
Questo episodio testimonia il deficit culturale che frena i processi di inclusione e integrazione.
È importante invece spendere ogni forza su questi processi perché certe parole non abbiano peso. Che un serpente velenoso come Beppe Grillo le dica o no deve diventare marginale perché una società matura e armoniosa si metterebbe a ridere senza sprecare energie a incazzarsi e senza dover supplicare il suo aiuto.
E dopo quelle frasi lo neutralizzerebbe ignorandolo. Per sempre.
Non sarà mai una legge a innalzare la cultura o far crescere il livello di civiltà. Lo ripeto da sempre e continuerò a farlo. Non saranno le incazzature e nemmeno l’esasperazione dei toni.
Serve un lavoro di conoscenza, di informazione, di avvicinamento per creare consapevolezza e far maturare sentimenti costruttivi e sviluppare una coscienza sociale fatta di solidarietà e collaborazione.
Le mamme degli scemi diffondono rabbia, disperazione e ignoranza.
Abbiamo bisogno di impegno, di armonia e cultura.
Stefano Pierpaoli

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