La Passatella era un gioco molto in voga sia nella nella Roma antica che in quella dei papa re. Lo scopo del gioco era quello di riunirsi a tracannare vino e far sì che tutti i convitati riuscissero a bere tranne uno, detto l’Ormo (da l’albero dell’olmo), che veniva considerato lo scemo della comitiva.
Quasi sempre finivano tutti ubriachi e non era escluso che alla fine, il raduno si trasformasse in rissa o addirittura finisse a coltellate.
In corrispondenza dell’ultimo disastro italiano, stavolta originato dalle forze della natura, c’è stato come sempre il classico corteo di baldi politici che a vario titolo sono accorsi nelle zone terremotate.
Polemiche a non finire sull’opportunità e/o la smania di apparire, annunciare, rassicurare, promuoversi. Altri scontri sono scaturiti dai contenuti di una puntata di Anno Zero.

Altre zuffe arriveranno, già lo sappiamo tutti, così come verranno alla luce fatti che ci faranno vergognare una volta di più di essere Italiani, a parte la generosità, la solidarietà e tutte le noiose menate perbeniste e fasulle di questo genere.
Mi soffermo però su quanto sia strano preoccuparsi delle apparizioni televisive dei politici o delle inchieste giornalistiche, peraltro abbastanza normali. Mi chiedo quanto sia invece anormale questo intreccio di preoccupazioni sulle presenze in tv e quanto sia debole e inconsistente la personalità di coloro che si inquietano o che se ne servono, a seconda delle evenienze.
Una persona autorevole, solida e affidabile resta tale se appare o se lavora nell’ombra, e mi vergogno della banalità che sono costretto a scrivere, ma se fossimo in un posto degno e decoroso nessuno avanzerebbe sospetti di sorta.
Soltanto il Presidente della Repubblica ha saputo cogliere l’essenza di quanto è accaduto e lo ha fatto senza moralismo ed è stato il primo.
Gli altri, giornalisti e politici, si passano il bicchiere e si ubriacano prima di fare a botte. In questo gioco misero, l’Ormo, il fesso, lo scemo, lo zimbello, il bastardo è il popolo miserabile che accorre ai loro schermi e perfino si schiera. Che si sente bravo e generoso, s’inchina al padrone e adora lasciarsi imbrogliare.

In una nazione in cui un moderno ospedale (opera Impregilo) si sbriciola e in cui un’intera città è inagibile, chiunque vada a fare il bello e bravo può essere al massimo un ridicolo cazzone imbecille. È allarmante riflettere sui milioni di loro discepoli.

Stefano Pierpaoli

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