Nell’ultimo di una serie di incontri avuti con vari responsabili dell’Assessorato per le Politiche culturali del Comune di Roma ho chiesto personalmente un atto di responsabilità sociale e politica nel merito particolare del Festival cinematografico di Roma. (Accadeva a luglio, n.d.a.)
Tale richiesta deriva dalla necessità di porre in essere un’offerta culturale più vicina alla cittadinanza e per creare una manifestazione coerentemente inserita in questa delicata fase di congiuntura.

Lo stesso appello, in allegato, viene ora rivolto ai coordinatori dell’organizzazione della rassegna romana, al fine di non produrre una manifestazione che possa essere recepita come elemento dissonante rispetto alle difficili realtà vissute dalla popolazione alle prese con grandi difficoltà economiche. Un eccesso di glamour e di rappresentazione sfarzosa potrebbe essere considerato offensivo in un’epoca di crescente sacrificio e di forte contrazione dei consumi.
Per questo è stato presentato un progetto partecipato che prevede un decentramento significativo di alcune proiezioni che verranno offerte in alcune periferie romane. Una sorta di innesto che non si limiterà tuttavia alla sola ribalta dell’evento ma che prevede interventi sistemici con progetti che si protrarranno nel corso dell’anno.
In un periodo nel quale non si possono escludere forti tensioni sociali, una scelta così concepita darà un evidente segno di responsabilità e maturità.
Responsabilità da parte delle Istituzioni cittadine perchè daranno segno di maggiore sensibilità e vicinanza con la popolazione rispetto alle opzioni elitarie e alla “comunicazione glamour” e fine a se stessa.
Responsabilità da parte dei responsabili dell’organizzazione del Festival perchè concederanno spazio a nuove e diverse realtà oltre a dimostrare maggiore coscienza delle dinamiche in atto nel Paese.
Al tempo stesso si potrà dialogare con la cittadinanza su una base di trasparenza, lealtà e consapevolezza reciproca, nel rispetto della difficile congiuntura e non in contrasto col malcontento degli Italiani.
Come testimoniato da tutta l’attività svolta nell’ultimo anno da Consequenze con tutte manifestazioni a costo zero per la comunità, occorrono segnali forti di discontinuità e di cooperazione per ricostruire un tessuto di relazioni ormai sfilacciato e per dare vita a progetti in cui i cittadini si sentano davvero rappresentati. Esasperazioni ed eccessi nella rappresentazione dell’opulenza a scapito di contenuti culturali e sociali riferiti a valori condivisi e inalienabili, costituiscono, oggi più che mai, mortificanti ferite per lo stesso senso civile della popolazione.
Occasioni di crescita comune, di inclusione sociale, di confronto e di ascolto effettivo delle istanze che da essa provengono saranno invece presupposto di armonia e di nuove opportunità, in un momento che, seppur denso di incertezze, deve diventare lo snodo iniziale di rivalutazione e rinascita generale. Da Roma potrà partire un grande messaggio culturale e civile di solidarietà, modernità e di sviluppo nel quale confluiranno energie e progetti che porteranno maggiore equilibrio sociale, crescita culturale e opportunità di formazione e lavoro.
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che raccoglieranno questo appello con spirito costruttivo e responsabile.

Con stima

Stefano Pierpaoli

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