newlogoconsequenzeOggetto: Percorsi culturali di innovazione e di intervento sociale
Onorevoli Presidenti e Assessori,
in riferimento alla proposta elaborata più di un anno fa, nella quale veniva presentato un grande percorso culturale di rete avente per finalità non la creazione di eventi ma un piano di concreto ed efficace intervento (sociale e infrastrutturale) sul territorio, è stata inviata a tutti voi una nota della Commissione Cultura del Comune di Roma.La suddetta Commissione, a seguito di un’audizione tenutasi il 5 settembre 2014, ha segnalato a tutti voi la possibilità di realizzare una serie di confronti tra i promotori dell’iniziativa e i relativi organi politico-istituzionali dei Municipi.Alcuni incontri si sono già svolti con successo e sono stati approfonditi i termini del progetto.
È bene sottolineare ancora una volta che la proposta in oggetto

–  non è accompagnata da richieste economiche di alcun tipo

– non è indirizzata alla produzione di eventi nell’ambito della promozione di specifici settori artistici
– non è determinata nell’individuazione di un capofila, giacché pone alla base un percorso di rete privo di gerarchie
– non propone la creazione di cartelli di associazioni

Il progetto presentato ha il solo obiettivo di entrare nei processi di questa città e di fare sistema con Roma e con i suoi cittadini.

Trattandosi evidentemente di una proposta dallo spiccato carattere politico, essa non può fare a meno dell’intervento da parte di Istituzioni e politica che, qualora sosterranno questo progetto in quanto strumento utile per arginare la forte spinta degenerativa che è in atto a Roma, saranno esse stesse naturali protagoniste delle iniziative indispensabili ad avviare e alimentare, direttamente o indirettamente, la realizzazione di questi percorsi.
Chi più di un anno fa ha ideato ed elaborato il progetto, lo ha fatto prevedendo un rapido peggioramento della già grave realtà romana e un progressivo inasprimento dei fenomeni di disagio, a vario livello, e di criminalità che stanno colpendo Roma. La proposta complessiva che ne è scaturita è indirizzata unicamente verso il bene comune, rappresentato dall’impegno di tutti a favore del miglioramento della qualità della vita, sia esso sociale, culturale ed economico.
L’assenza di risorse economiche sufficienti (e la loro prevedibile ulteriore diminuzione) e un clima politico-istituzionale condizionato dalle continue emergenze da affrontare, fanno sì che l’unico itinerario possibile è quello rappresentato dalla ri-costituzione di un tessuto culturale che agisca sull’architettura sociale in termini di innovazione e di riqualificazione del territorio. La vera urgenza che abbiamo il dovere di affrontare è legata alla creazione di programmi a medio e lungo termine, e la “questione culturale”, variamente declinata, sta alla base di ogni programmazione.
Un disegno ambizioso e ben modulato potrà inoltre attrarre capitali privati e dare impulso alla creazione di posti di lavoro.

Verificato ormai il fallimento della politica degli eventi occorre determinare un percorso caratterizzato da un approccio diverso che presenti soprattutto una prospettiva diversa. In questo ultimo periodo specialmente, l’offerta di bandi pressoché privi di indirizzo, non fa che confermare l’assenza di un progetto definito e riconoscibile, e l’utilizzo di quelle risorse rischia, nella maggior parte dei casi, di perdersi nel mare magnum degli eventi cittadini senza garantire nessuna positiva ricaduta.

Roma sta crollando ed è ormai fuori controllo.

L’appello rivolto ai Municipi romani, e quindi alla classe dirigente politica e istituzionale della nostra città, deve essere inteso come un invito a voltare pagina rispetto a pratiche obsolete e dannose per la Città e per i Romani, ed è soprattutto un’esortazione ad assumere quelle responsabilità che sono ineluttabili in un quadro di riferimento critico e pericoloso come quello che stiamo vivendo.
Da un grande progetto che abbia prospettiva e sostanza, concretezza e lungimiranza, possono nascere investimenti, lavoro e benessere sociale, che tradotto vuol dire più sicurezza e crescita civile, economica e culturale.
Le idee, la cooperazione e l’innovazione sociale devono prendere il posto dell’evento fine a se stesso, circoscritto e isolato nel solo contesto del suo svolgersi.
La partecipazione attiva della popolazione, il protagonismo dei Municipi e un coordinamento delle iniziative con indirizzi definiti e riconoscibili, possono dare impulso a quel grande percorso collettivo che pretende una città come Roma, non nell’emergenza e nell’accordo da corridoio o da salotto, ma nella progettazione a medio e lungo termine e nell’intervento autentico ed efficace sul territorio e nel sociale.

Lo spirito di questa proposta proviene soprattutto dal grande amore per Roma e dal desiderio che si torni a vivere nella metropoli più generosa, sicura e solidale del mondo, così com’era fino a pochi anni fa.
Raccogliere questo invito all’incontro e alla collaborazione vuol dire condividere questi sentimenti e scegliere di impegnarsi affinché non si tramutino in disperazione

Distinti saluti
Stefano Pierpaoli

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